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Confetture, marmellate e composte.

Confetture, marmellate e composte.

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La differenza tra confettura, marmellata e composta.

Quali sono le differenze tra confetture di frutta, marmellate e composte: la salute in dispensa.

Confetture, marmellate e composte.

Chissà quanti di noi alla domanda “cosa mangi a colazione?” rispondono pane e marmellata oppure fette biscottate e marmellata. Qualunque cucina possiede una dispensa con almeno un barattolo di marmellata, magari fatta in casa, se è ancora così fortunato da avere tempo per farla o una nonna premurosa. Fortunatamente oggi, per chi non dispone di tempo o di nonne, esistono ottimi prodotti artigianali in commercio. La marmellata è un ingrediente dal sapore antico, conosciuto e amato un po’ da tutti: sa di famiglia, di gente che sta insieme, di casa e di calore; buona da mangiare e bella da vedere, sulle dita dei più piccoli e sul grembiule della mamma. Da mangiare da sola spalmata, ad esempio, su una buona fetta di pane o in abbinamento a ricette dolci e salate.

Ma siamo proprio sicuri di mangiare marmellata? Ebbene, il più delle volte no! Sarete sorpresi da ciò che è corretto chiamare marmellata piuttosto che composta o confettura.

Confetture e marmellate: la distinzione lessicale

La prima distinzione riguarda il lessico ed è quella tra confettura e marmellata: per la legge italiana si chiama marmellata la salsa di frutta ottenuta dagli agrumi, mentre con il termine confettura si indicano tutte le salse che derivano dalle altre tipologie di frutta. È marmellata, dunque, quella di limoni, bergamotto, cedri, pompelmi, arance, mandarini ecc.; è confettura in tutti gli altri casi (prugne, pesche, fragole, frutti di bosco ecc.), inclusi gli ortaggi. Questa distinzione nasce da un inglesismo, dato che in inglese si chiama Marmalade (con la a al centro) la marmellata di agrumi e si chiamano Jam tutte le altre. La seconda differenza è invece sostanziale e riguarda la presenza di zuccheri e la proporzione di frutta ogni 100g, ed è tra confettura e composta. Nella confettura è predominante la percentuale di zucchero, nella composta, al contrario, quella di frutta.

La differenza tra confettura, marmellata e composta.
Confettura e marmellata: rapporto frutta e zuccheri

La percentuale di frutta minima presente in confetture e marmellate è:

  • Il 20% per la marmellata
  • Il 35% per la confettura (anche meno però per frutti come mele cotogne, ribes nero o rosso)
  • Il 45% per la confettura extra

Il resto degli ingredienti sono zuccheri, pectina e additivi vari che, in misura maggiore nella marmellata e confettura (fino a 25), e in misura minore nella confettura extra (fino a 12), rappresentano comunque la maggioranza. Impariamo anche a leggere le etichette. Se una confettura riporta 100% frutta e poi, in quel 100% troviamo oltre alla polpa di frutta, lo sciroppo di frutta, allora è zucchero anche quello. Accertiamoci inoltre, che non siano presenti conservanti chimici e coloranti.

È importante sapere leggere le etichette degli ingredienti che acquistiamo perché sovente non corrispondono all’idea che noi abbiamo di ciò che stiamo comprando e, peggio ancora, di ciò che poi mangeremo. Non di rado siamo confusi e giocati dall’immagine sulla confezione o dalle pubblicità evocative di sensazioni e di idee di purezza, salute e bontà, che poco hanno a che fare con il prodotto in sé, quando non siano addirittura una sorta di plagio o truffa ai danni dell’ignaro consumatore. Pensiamo, a titolo di esempio, al potere delle immagini in certe pubblicità: uomini e donne vestiti di bianco che corrono in verdi prati o siedono in ambienti asettici, moderni e bellissimi. Queste sono immagini studiate appositamente per condizionarci a livello inconscio, anche se comprendiamo perfettamente a livello razionale che la foto non c’entra nulla con il prodotto. Lo stesso può accadere con un nome. Facciamo attenzione, impariamo a leggere e a scegliere.

Composta di frutta: dove si trova la concentrazione di frutta è più alta

Nelle composte la concentrazione di frutta è più alta. In genere nella composta il tenore di zuccheri non supera mai un terzo della composizione totale. In certi casi può addirittura essere priva di zuccheri aggiunti, saranno allora gli zuccheri stessi della frutta a dolcificare e conservare la composta. In questo caso avremo ancora un prodotto dolce ma senza la presenza dello zucchero aggiunto. Per legge, inoltre, nelle composte, è consentito un numero inferiore di additivi, fino al massimo di 4, fra cui pectina, citrati e cloruro di calcio, sempre indicati. Le composte hanno un impatto glicemico minore e risultano senz’altro più indicate in chi vuole introdurre meno zucchero nella propria dieta, per ragioni di salute e/o per scelta di vita.

Confettura, marmellata e composta di frutta: quali sono le differenze

Marmellate, composte e confetture: quali scegliere.

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Abbiamo visto la differenza tra marmellate, confetture e composte. Ora abbiamo qualche elemento in più per scegliere con maggior consapevolezza ciò di cui vogliamo rifornire la nostra dispensa personale, ricordandoci che quello che mettiamo in essa prima, diventerà parte di noi dopo. È importante saperlo. Scegliamo usando sempre la testa prima della pancia, tenendo a mente che ciò che è buono (in un senso limitato del termine, semplicemente al palato) non sempre fa bene, mentre ciò che fa bene è sempre buono (in un’accezione più ampia del termine, cioè giusto e adeguato alla dieta dell’uomo).

All’interno dello shop troverete confetture e composte (utilizzo solo questi due termini perché, come abbiamo visto, il termine marmellata fa riferimento ad una distinzione puramente semantica che non esiste nel linguaggio comune) di alta qualità. Abbiamo scelto per voi alcune eccellenze alimentari tra cui: la confettura di Arance Biologica Callipo (75g di frutta per 100g di prodotto), dal profumo inebriante e il gusto unico della meravigliosa terra di Calabria e la composta di Cipolla di Tropea IGP (90%) Callipo, rinomata per la particolare dolcezza e l’elevata digeribilità; le confetture tradizionali di polpa di frutta “Sapori di Montagna” (70g di frutta per 100g di prodotto), un’Azienda agricola artigianale certificata I.F.S (International Food Standard) dal 2015, giovane e dinamica. Nata nel 1997 in Valtellina come piccolo laboratorio, utilizza materie prime reperite direttamente sui campi di raccolta ed è attenta alla salute del consumatore e a quella del territorio, con produzioni non intensive ed a filiera corta. Infine, le composte biologiche Vivibio senza additivi nè conservanti, con frutta biologica (110g di frutta per 100g di prodotto) e sciroppo d’uva e le composte biologiche Probios 100% frutta, senza alcun tipo di zucchero aggiunto, senza additivi e senza coloranti. Tutti i nostri prodotti sono scelti con attenzione e cura per garantire solo materie prime di alta qualità, nel rispetto dell’essere umano e dell’ambiente, per darvi la possibilità di mangiare con gusto e vivere in salute.

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