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Agricoltura simbiotica: oltre il biologico

Agricoltura simbiotica: oltre il biologico

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Alla scoperta dell’agricoltura simbiotica

Le nuove frontiere della sostenibilità grazie all’agricoltura simbiotica

Ripristino, mantenimento e miglioramento della biodiversità: l’agricoltura simbiotica

Nocciole Piemonte nocciola delle langhe saporelite la morra

L’agricoltura simbiotica è un sistema di produzione che ha come obiettivo il ripristino, il mantenimento e il miglioramento della biodiversità e funzionalità microbica dei suoli. Rappresenta una novità, una sfida e un traguardo, all’insegna dell’ambiente e della qualità, nel campo della ricerca, costante e continuativa, di metodi di produzione alimentare che siano etici ed ecocompatibili. L’agricoltura simbiotica è oggi una nuova frontiera, un’avanguardia, che potrebbe nel futuro orientare il sistema agroalimentare oltre il biologico.

Quali sono gli obiettivi dell’agricoltura simbiotica?

Sostenibilità e salute: tre obiettivi fondamentali.

Attraverso il miglioramento della biodiversità dei suoli e le buone pratiche agricole, essa vuole raggiungere tre obiettivi:

  • Sostenibilità ambientale. Migliorare il sistema suolo.
  • Salute animale. Garantire la salute e il benessere animale.
  • Sostenibilità sociale. Remunerare i produttori in funzione del lavoro svolto a favore del miglioramento di suolo e cibo.

Per esaltare le potenzialità del suolo l’agricoltura simbiotica si focalizza sulla varietà di microrganismi in esso presenti. In pochi grammi di terra è possibile trovare più di cento milioni di organismi, funghi, batteri e lieviti che nel loro insieme costituiscono il biota microbico, fondamentale per stimolare la ripresa della biodiversità e dell’attività microbica del suolo. Il biota microbico rappresenta un elemento essenziale per la salute ed il vigore delle piante, e per garantire la produzione di frutta e verdura di qualità. Il motore dell’intero processo è la micorriza, ovvero la simbiosi attuata nel suolo tra alcuni funghi e l’appartato radicale delle piante. In essa avviene uno scambio di nutrienti e flora batterica, che può essere favorito dall’immissione controllata di microrganismi. Attraverso la micorizzazione, i prodotti agricoli e gli alimenti ottenuti a partire da essi si arricchiscono notevolmente di preziosi microelementi. A beneficiare di questo processo simbiotico sono, in successione, gli animali e gli esseri umani, che possono alimentarsi con vegetali di elevato valore nutrizionale e di prodotti da essi derivati di alta qualità

Agricoltura simbiotica agricoltura biologica saporelite

Piante e microrganismi del terreno: unico essere vivente

Analogia con l’organismo umano

L’agricoltura simbiotica rivaluta il legame indissolubile tra le piante e i microrganismi del terreno, intesi come una sorta di unico essere vivente, dove l’1% del patrimonio genetico complessivo è quello della pianta, mentre il restante 99% deriva da batteri, funghi e microrganismi, per gran parte in grado di auto curarsi e di resistere alle malattie. Sono evidenti le analogie con il rapporto tra l’essere umano e il suo microbiota intestinale, la cui flora batterica è fondamentale per la digestione e la sintetizzazione dei nutrienti e per il buon funzionamento del sistema immunitario. Anche le piante, dunque, sono in rapporto vitale con i microbi “buoni” e “cattivi” presenti sulle foglie, nelle radici e nel suolo. Il modello di agricoltura intensiva ha trascurato e addirittura distrutto i microrganismi dei terreni, non distinguendo tra microrganismi cattivi e microrganismi buoni. Inoltre, l’utilizzo indistinto e massiccio di diserbanti, insetticidi e fitofarmaci, ideato per proteggere le coltivazioni, ha finito per procurare a lungo termine enormi danni al terreno dovuti alla perdita di fertilità. L’agricoltura simbiotica nasce, dunque, con lo scopo di ripristinare gli equilibri perduti, in funzione della fertilità del suolo, grazie alla capacità protettiva dei microrganismi che vivono in simbiosi con le piante. L’inoculazione di un biota microbico (frutto della ricerca biotecnologica italiana) insieme al letame, è il solo tipo di fertilizzante usato. Sono vietati gli ogm e le sementi ibride, i trattamenti con ormoni, medicinali e antibiotici.

Tra i microrganismi, hanno un ruolo centrale i funghi simbionti, perché creano la micorriza e amplificano l’apparato radicale della pianta, così da garantire una maggiore resistenza all’azione degli agenti esterni. Il rafforzamento delle radici rappresenta la naturale protezione che permette di fare a meno dei prodotti chimici, innescando quel processo meraviglioso di ripresa e arricchimento del suolo e dell’ecosistema intero, in una relazione che è prima di tutto “comunicazione” tra una parte e l’altra.

Quali sono i vantaggi dell’agricoltura simbiotica?

Vantaggi diretti e indiretti

Agricoltura simbiotica vantaggi per la natura e l'uomo

L’agricoltura simbiotica offre vantaggi diretti e indiretti, relativi al consumo dei prodotti e legati all’ambiente.

Il vantaggio complessivo è quello legato alla ricostituzione dei cicli naturali, indispensabili per la catena alimentare.

  • Con il rafforzamento dell’apparato radicale aumenta la fertilità del suolo.
  • Vengono prodotti cibi funzionali, migliori sul piano nutrizionale.
  • La ricchezza microbiologica risulta benefica anche per la nostra flora batterica: il biota della terra finisce per raggiungere il microbiota intestinale umano, nutrendolo e fortificandolo.
  • Traggono beneficio anche gli animali allevati, quindi nutriti con latte materno e prodotti della terra.

L’agricoltura simbiotica si avvale di una Certificazione di Processo delle produzioni agroalimentari di qualità di terza parte che assicura che l’intero processo sia conforme ai requisiti indicati, nello specifico quelli elencati nel “Disciplinare di Produzione Agricoltura Simbiotica”, che mira a ripristinare, mantenere e migliorare la biodiversità e funzionalità dei suoli e a legare questa biodiversità dei suoli ai cibi e ai territori in cui sono prodotti, rendendoli unici.

Un esempio di prodotto nato da agricoltura simbiotica

Erbalatte, il latte dei prati della Granda.

Agricoltura simbiotica erbalatte il latte dei prati della Granda

Nasce in Piemonte e precisamente a Monasterolo di Savigliano in provincia di Cuneo, il primo latte da Agricoltura Simbiotica, in un’Azienda agricola del territorio. Il processo di produzione parte nei prati ai piedi del Monviso, detti polifiti, in quanto ospitano un mix di varietà foraggere, selezionate con il supporto dell’Università di Torino, tali da ricreare la biodiversità dei pascoli naturali. Il suolo è vivo, vengono utilizzati solo biofertilizzanti, le micorrize, per favorire l’interazione tra i microrganismi del terreno e le radici delle colture foraggere. Le mucche vivono in stalle aperte, mangiano solo erba e fieno con cereali prodotti all’interno dell’azienda. Non sono stressate, producono una minore quantità di latte rispetto alla media, ma di qualità superiore. Le mucche stesse producono il fertilizzante naturale usato: il letame, in una economia circolare. Il letame viene fatto fermentare in un impianto che lo trasforma in un fertilizzante migliorato e allo stesso tempo produce biogas che viene convertito in energia elettrica. Nulla va perduto, nulla va scartato, tutto si trasforma. Il risultato è un latte 100% naturale, sano, buono e digeribile, molto più ricco di nutrienti: +27% di vitamina A, + 25% di vitamina E, +19% di proteine.

Una meravigliosa esperienza, dunque, basata su una produzione sostenibile, in cui la convivenza tra terra, animali e uomo, è realmente possibile.

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